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Ad un anno dall'approvazione della legge, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2007 il decreto 8 gennaio 2007 del ministero delle Comunicazioni per contrastare il fenomeno della pedopornografia in rete. Il provvedimento, realizzato di concerto col ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, stabilisce che entro 90 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, i Provider devono dotarsi di sistemi in grado di oscurare entro 6 ore dalla comunicazione ricevuta, i siti che diffondano, distribuiscano o facciano commercio d’immagini pedopornografiche. Nel decreto è disposto in particolare che il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia comunichi ai fornitori di connettività alla rete Internet la lista dei siti cui applicare gli strumenti di filtraggio in maniera da garantire l'integrità, la riservatezza e la certezza del mittente del dato trasmesso. I fornitori di connettività alla rete Internet sono tenuti a procedere alle inibizioni entro 6 ore dalla comunicazione, fornendo la comunicazione dell'avvenuto oscuramento al Centro, ferme restando in ogni caso le competenze dell'Autorità giudiziaria. I siti segnalati dal Centro possono essere inibiti al livello minimo di nome a dominio ovvero a livello di indirizzo IP ove segnalato in via esclusiva.
Con tale provvedimento si completa il percorso delineato quasi dieci anni fa, con la legge n. 269/98 "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù", successivamente integrata dalla legge n. 38/2006 "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet".
Quest'ultima in particolare ha previsto l'istituzione, da parte del Ministero dell'Interno, di un Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete internet, sotto la responsabilità della Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il compito di raccogliere tutte le segnalazioni, provenienti anche dagli organi di polizia stranieri e da soggetti pubblici e privati impegnati nella lotta alla pornografia minorile, riguardanti siti che diffondono materiale concernente l'utilizzo sessuale dei minori avvalendosi della rete.

Il decreto
La legge 30/2006
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