Ultimo Aggiornamento 17 - 18 Dicembre 2004
Homepage | Mappa | Contatti | Faq | Modifica i tuoi dati | Cookie Policy
17 - 18 Dicembre 2004
Italia
Conferenza di programma

 

"La famiglia che la Chiesa trasmette attraverso la sua tradizione, riletta e riproposta oggi dal Concilio Vaticano II e dall’insegnamento della Chiesa dopo di esso, è un bene così grande per le persone anziane e adulte, per i giovani, i ragazzi e i bambini, da meritare il vostro impegno forte, intelligente e concorde; merita un impegno culturale, sociale e politico, un impegno assunto da voi come singoli, dalle vostre famiglie e dai vostri gruppi e infine dall’insieme delle associazioni riunite nel Forum. La convinzione che l’accompagna dice che questo è anche un servizio grande per tutti gli italiani – è un vero bene per loro tutti – per i più piccoli, i minori e per i più deboli qualunque età abbiano. Con Giovanni Paolo II affermo anche io che “La cruda evidenza delle cifre costringe a prendere atto dei problemi umani, sociali ed economici che questa crisi (delle nascite), inevitabilmente porrà all’Italia nei prossimi decenni, ma sopratutto stimola – anzi oso dire, obbliga – i cittadini ad un impegno responsabile e convergente, per favorire una netta inversione di tendenza.
L’azione pastorale, a favore della famiglia e dell’accoglienza della vita, più in generale di una esistenza aperta alla logica del dono di sé, sono il contributo che la Chiesa offre alla costruzione di una mentalità e di una cultura all’interno delle quali questa inversione di tendenza diventi possibile. Ma sono grandi anche gli spazi per una iniziativa politica che, mantenendo fermo il riconoscimento dei diritti della famiglia come società maturale fondata sul matrimonio, secondo il dettato della stessa Costituzione della Repubblica Italiana (cfr art. 29), renda socialmente ed economicamente meno onerose la generazione e l’educazione dei figli.” (Giovanni Paolo II al Parlamento italiano, 14. 11. 2002).
Quello che il Papa dice della crisi delle nascite vale per tutte le crisi del matrimonio e della famiglia. E il miglior modo per superarla è dato da una vita cristiana seria – il Pontefice parla di pastorale, ma come sappiamo, la parola pastorale si traduce in educazione della fede e vita di fede vissuta – come il Vangelo di Gesù insegna. Questo vale proprio per voi, anche se siete qui nella veste di chi ha scelto di lavorare su cultura, società e politica. La vostra opzione credente e la vostra prassi di vita quotidiana in quanto cristiani, fonda e motiva anche il lavoro che fate in quegli altri ambiti. Si tratta di credere nella famiglia e di dedicarsi ad essa con passione, sicuri di servire così nel migliore dei modi tutto il popolo che è in Italia. Noi crediamo che Cristo salva la famiglia: non l’abbandoniamo agli eventi con rassegnazione o chiudendo gli occhi su legislazioni che ratificano il suo fallimento o la rinuncia a costruirla. Se poi crediamo alla famiglia ne curiamo presenza e formazione anche all’interno della nostra Associazione: lo facciamo, certo, con delicatezza e quindi con dei riguardi, quelli giusti perché credenti, senza che per questo si tradisca l’associazione stessa se per Statuto non può essere detta familiare. Ma c’è un livello che appartiene a tutti per il battesimo e il matrimonio e che sancisce la vostra appartenenza alla Chiesa: non lo potete eliminare con qualche scusa opportunistica".

 



Torna indietro
javodv